IL DUE - Il blog degli insegnanti di italiano per stranieri

30.7.06

il due blog si trasferisce!

Dal primo agosto il due blog si trasferisce sul nuovo dominio www.ildueblog.it



Nuova grafica, nuovo look, nuove funzionalità.
Come sempre, chiunque voglia partecipare, mandi senza remore una mail a ildueblog@gmail.com

Purtroppo finché non riusciremo ad importare tutti i dati del vecchio blog sul nuovo, questo anno passato rimarrà come archivio su questa piattaforma. Spero che presto riusciremo a risolvere il problema. Anzi se qualcuno sa come importare senza grossi risci di perdita dati il database di blogger su piattaforma wordpress... si faccia avanti!

A presto al nuovo indirizzo!

25.7.06

Intercultura - Le lingue d'origine nella scuola dell'obbligo

Ricevo dal caro Maurizio Leva questo articolo tratto dal giornale Italia Oggi, di oggi 25 luglio 2006.

Il sottosegretario all'istruzione, Letizia De Torre, spiega le strategie per favorire l'integrazione
Lezioni di lingua d'origine in classe
Gli alunni studieranno la cultura dei loro colleghi immigrati


di Alessandra Migliozzi


Lezioni di lingua e cultura dei paesi di origine in orario curricolare o extra. In più libri scolastici rivisti pensando a un'utenza multiculturale.

Lo scorso 5 giugno un decreto firmato dal ministro dell'Istruzione, Giuseppe Fioroni, le ha assegnato la delega in materia di immigrazione e integrazione scolastica.

E Letizia De Torre, sottosegretario al dicastero di via Arenula,si è subito messa all'opera: nelle sue stanze è cominciato il via vai dei dirigenti scolastici e direttori generali per avviare i lavori attorno a un tema che, secondo
la neo incaricata, «è ormai strategico per il futuro del paese".

E già fioccano le prime idee. "Perché se finora si è lavorato in emergenza", spiega il sottosegretario, "adesso è tempo di andare a regime. La prima fase, quella dell'accoglienza, è finita. Ora comincia quella, più complessa e delicata, della reale integrazione in cui dovremo garantire ai minori stranieri due diritti: quello di sentirsi cittadini italiani a pieno titolo, ma anche quello di mantenere la propria identità. Dobbiamo creare i presupposti per una società multiculturale".

Il ministero si prefigge, dunque, di dare linee guida più forti in materia di immigrazione e integrazione già a partire dai prossimi mesi. «Il nostro sarà un indirizzo generale che ormai è più che necessario vista la dimensione del fenomeno, ma si terrà conto dell'autonomia delle scuole>>, spiega De Torre, che elenca anche possibili ipotesi di lavoro. Tanto per cominciare si potrebbe pensare a dei corsi pomeridianio curricolari di lingua (il cinese, l'arabo, gli idiomi dell'Est dell'Europa) e cultura del paese di provenienza degli alunni immigrati, a patto, però, che siano aperti anche ai loro compagni italiani. Per un vero scambio tra culture.

Esperienze che alcune scuole della Lombardia già stanno mettendo in atto con i bimbi di origine araba. Ma, pur tenendo conto di buone pratiche e eccellenze, la sfida ora è creare una situazione diffusa di progettazione sull'integrazione
che al momento manca.

"Da parte del ministero va sottolineata con più forza la nuova dimensione socioculturale del paese e il ruolo strategico che può avere la scuola nell'ambito dell'integrazione".

Per centrare l'obiettivo dovranno essere coinvolti anche gli uffici scolastici regionali e gli enti locali. Ci vorrà almeno un anno per avviare i lavori. Ma già qualcosa si muove: il ministero sta cominciando a fare una rilevazione dei progetti più interessanti presenti sul territorio nazionale. "Poi bisognerà agire anche sulle famiglie favorendo gli incontri nelle scuole e le reti a livello territoriale", prosegue De Torre.

Il terzo passo potrebbe essere quello di rimettere mano ai libri scolastici tenendo conto, soprattutto per materie come storia e geografia, della nuova realtà multiculturale che si respira nelle classi. Per le risorse bisognerà fare i conti, è il caso di dirlo, con le ormai note ristrettezze economiche del paese. Ma si potranno usare fondi paralleli come quello Sociale europeo.

MI SONO PERMESSA di evidenziare in rosso le parti che a mio modesto avviso sono le più interessanti dell'articolo, nonché le più reali. Si fa presto a parlare di multicultura ed intercultura, termine quest'ultimo che nell'articolo non era nemmeno citato e che in realtà è quanto di più difficile da attuare. Persino per noi adulti che ne intuiamo la complessità del significato, ma che anche per mancanza di occasioni vere e proprie non siamo abituati a mettere in atto. E non parlo del lavoro in classe come insegnanti, parlo proprio di occasioni al di fuori del lavoro, dove ci si trova a contatto con persone di origini, lingue ed abitudini diverse.

La prima riga è quanto di più si salva dell'articolo, che io estenderei anche all'ora di religione. Suggerirei a proposito al sottosegretario di fornire, a ciascuna scuola, un calendario interculturale, utile per entrare direttamente a contatto con l'altro, qui tanto enfatizzato.

Le parti in giallo sono quelle più scandalose. E' a dir poco demagogico definire la fase dell'accoglienza come finita. Questo ce lo auspichiamo tutti, ma già solo un minimo contatto con la scuola dell'obbligo (un esempio per tutti l'intervista a Scilla Luciani, del 26 giugno scorso) ci fanno rendere conto di quanto l'emergenza accoglienza sia alta e di quanto impreparati siano gli Istituti.

Ancora una volta il vertice ignora cosa succeda alla base.

Basta davvero un corso magari extracurricolare, che sicuramente non incide nella media e che quindi perché dovrei frequentare, per porre le basi all'integrazione? Basta davvero solo questo per far sentire a proprio agio, per integrare nella nostra realtà e in una quotidianità non generosa, un alunno extracomunitario? Cioè basta un corsetto di lingua e cultura cinese, polacca, rumena, russa, araba per far di un semplice studente sperduto, un cittadino a tutti gli effetti, consapevole, preparato, ben integrato ed italiano? (italiano poi solo se nato da uno dei genitori di nazionalità italiana, altrimenti ma quale italiano a tutti gli effetti!!!).

Bastano 2 orette settimanali per la conservazione della sua cultura? Ma dove sta la sua famiglia? Dove si parla di coinvolgimento dei genitori? Dove sta la parola intercultura? E' questa la proposta della sinistra al potere...

No, non ci sto.

E lo so bene che la scuola ha un ruolo fondamentale, ma qui ancora si indora la pillola e prendere in giro tutti gli italiani, non solo gli elettori.

E la sottosegretario De Torre farebbe meglio a girare per le scuole e a perdere un anno per capire cosa sta succedendo, invece che convocare dirigenti scolastici e fare finta che tutto vada bene, con progetti sì interessanti, fondamentali, ma che devono ancora la precedenza all'accoglienza e ad un duro lavoro quotidiano di integrazione in una realtà scolastica sempre più difficile da gestire.

E basta con questa storia delle ristrettezze economiche...

19.7.06

Didattica - L'altra formazione: Dilit

Continuiamo il nostro viaggio nelle strutture private che si occupano di formazione di insegnanti di lingua. Dopo aver parlato del centro Elle::Due di Firenze, ci occupiamo oggi della Dilit, una delle più importanti scuole private di italiano per stranieri, a Roma e in Italia.

La Dilit esiste dal 1974 e vanta un dipartimento di formazione insegnanti e ricerca fin dal 1977. Il dipartimento, diretto da Christopher Humphris, oltre ad occuparsi dell'aggiornamento degli insegnanti interni alla scuola (aggiornamento obbligatorio e pagato!), di corsi e seminari per insegnanti di lingua in tutto il mondo, della pubblicazione semestrale del "Bollettino Dilit" e dell'organizzazione di Seminari internazionali e Convegni, offre ogni anno sei corsi di formazione di base per insegnanti di lingua italiana per stranieri.

Si legge sul sito: "Questo corso è destinato a chi non ha mai insegnato italiano come lingua straniera e a chi ha insegnato con una metodologia diversa da quella proposta nel corso. In particolare vengono trattati gli obiettivi e le tecniche di svolgimento di tutti i tipi di attività didattiche che rientrano nel più aggiornato approccio comunicativo (uso del materiale autentico, centralità dello studente, sviluppo dell'autonomia dello studente, ecc.). Inoltre vengono presentati i principi teorici soggiacenti all'intero approccio, e confrontati con i principi teorici di altri approcci".

Il corso dura quattro settimane, cinque giorni a settimana, dalle nove di mattina alle sei di sera e la frequenza è obbligatoria. Ogni corso accetta fino ad un massimo di nove partecipanti, che quotidianamente assistono a lezioni nella scuola, partecipano alle sessioni teoriche con i formatori e svolgono la pratica didattica in vere classi con veri studenti.
Nel corso nulla è lasciato al caso: le lezioni vengono videoriprese (dopo un paio di giorni anche i partecipanti più timorosi imparano a convivere con questo "grande fratello") e successivamente discusse insieme ai formatori.

Come si evince il corso è molto pratico: formazione e addestramento alle tecniche didattiche vanno di pari passo e nessun aspetto teorico trattato resta distinto dalla pratica didattica quotidiana.

Per informazioni e costi potete andare al sito della Dilit, nella sezione Formazione.

18.7.06

Web - Bollettino Itals Giugno 06

E' stato puntualmente pubblicato on line il numero di giugno del Bollettino Itals.
Di seguito l'indice e gli abstract degli interventi:

- Il laboratorio di italiano L2 nelle scuole primarie e secondarie di primo grado: dalla teoria alla pratica quotidiana di Ramona Ciucani e Paola Tondolo

L’interesse per il laboratorio L2 nasce dalle esperienze concrete condotte dalle autrici (nelle Marche e in Lombardia) dal 2000 al 2005 e dalla convinzione che questo strumento sia una misura efficace e privilegiata di facilitazione dell’insegnamento della lingua e cultura italiana L2 nelle scuole inferiori dell’obbligo.
Il presente articolo si limita a proporre alcune delle soluzioni operative per migliorare la didattica e l’interazione in laboratorio, emerse nel confronto di coordinate teoriche e riscontri pratici, avviato con la tesi del Master Itals discussa nel luglio 2005.

Scegliere di allestire un progetto di laboratorio per l’insegnamento dell’italiano lingua seconda (L2) è sicuramente un’operazione complessa, poiché, essendo una misura di facilitazione ad hoc, ha bisogno di un contesto preparato e disponibile e di una politica scolastica trasversale volta all’integrazione. Solamente se, in una salda rete di interdipendenza e sinergia progettuale della scuola di partenza, s’instaurano figure di raccordo competenti s’innesca effettivamente e positivamente l’inserimento dei minori stranieri nel tessuto scolastico e sociale italiano.


- La scatola magica. Schede di italiano LS per bambini sloveni di 5/6 anni non ancora alfabetizzati di Annamaria Zeriali

La scatola magica è un progetto, nato dalla necessità di strumenti operativi per l’insegnamento dell’italiano LS a bambini di lingua slovena di 5/6 anni non ancora alfabetizzati. In questo articolo sono riportati alcuni esempi di schede e relative attività nonché una breve descrizione del sistema scolastico sloveno.


- Cooperative Learning e didattica del cinema: un connubio possibile nella classe plurilingue di Jenny Cappellin e Sarah Corelli

La classe plurilingue presenta delle caratteristiche che la differenziano da una normale classe di soli italofoni, parte legate a un processo di integrazione spesso difficile. Per questa classe sono necessarie strategie nuove, tese a sviluppare non solo le competenze, ma anche la motivazione degli studenti nei confronti della scuola. Ecco perché si è pensato a un’attività che stimoli la partecipazione degli alunni in modo diverso: cinema e Cooperative Learning, due metodologie di lavoro apparentemente diverse, ma che stimolano lo studente sotto molteplici aspetti. Il film, dunque, non come un momento di svago, ma come un momento per avviare la riflessione su aspetti di tipo sociale e relazionale e come agile mediatore linguistico e disciplinare. Da queste basi prende avvio l’articolo strutturato in due parti: la prima in cui si ripercorrono sinteticamente, da un punto di vista teorico, le metodologie legate all'utilizzo del film e le caratteristiche della classe plurilingue; e una seconda in cui viene illustrato il progetto. Le attività sono organizzate in tematiche (amicizia, suoni, lingua, lessico) che di volta in volta permettono di scendere nel dettaglio e far provare agli alunni che cosa vuol dire scoprire i meccanismi interni della lingua, materna e straniera, attraverso esercizi specifici che tengono conto del livello linguistico del singolo studente.
Punto di partenza è il film di Salvatores “Io non ho paura” cui si affianca il libro originale di Ammanniti da cui è stato tratto il film.


- La didattica ludica nell’insegnamento linguistico di Maria Assunta Lombardo

E' possibile impostare la prassi didattica quotidiana sulla metodologia glottodidattica ludica? Che cosa vuol dire “giocare in classe”? Quali sono i principi teorici a favore del gioco? Giocando si conseguono gli obiettivi dell’educazione linguistica? Gli studenti adulti accettano di buon grado la didattica ludica? Qual è la valenza didattica del gioco?

Attraverso una semplice riflessione sulle caratteristiche della didattica ludica e una breve esposizione di alcuni principi teorici, questo articolo tenta di trovare una risposta a tali domande.


- La comprensione del testo argomentativo da parte di alunni ispanofoni di Paola Riva

Il Dipartimento di Lingue Moderne della Facoltà di Filosofia e Lettere dell’Università di Buenos Aires organizza corsi di lettocomprensione in lingua straniera. La maggior parte dei testi proposti in classe dalla Cattedra d’Italiano, coordinata dalla sottoscritta, si riferisce a diverse discipline appartenenti all’area umanistica. Qui di seguito vengono presentati alcune riflessioni circa le strategie di comprensione da parte di alunni ispanofoni.



Recensioni

- Gabriele Pallotti, A.I.P.I. Insegnare l’italiano come seconda lingua - recensione a cura di Paolo Torresan

- Graziano Serragiotto, Insegnare le lingue straniere a scuola - recensione a cura di Michele Daloiso

- Natalie Hess, Teaching Large Multilevel Classes - recensione a cura di Paolo Torresan

- Recensione al sito "CanIPA Natural Phonetics" a cura di Mariassunta Simionato


Per accedere al bollettino Itals di Giugno cliccare sull'immagine a fianco

12.7.06

Didattica - Rewriting oneself

Abbiamo già parlato dell'antropologia linguistica in un precedente post.
Secondo Patrick Boylan le capacità etnografiche sono fondamentali in uno studente di lingue dei giorni nostri.
Obiettivo dell'approccio etnografico è infatti quello di comunicare interculturalmente, di saper entrare in contatto ed adattarsi al modo di esprimersi e al senso che in un'altra cultura si dà alla comunicazione, all'entrare in rapporto, alle parole, alla prossemica, al ridere, al toccarsi, al guardarsi...
Pur non essendo esperti nelle conoscenze formali della lingua, padroneggiare il senso della comunicazione in una cultura infatti permette di instaurare con molta più facilità una relazione autentica con l'altro e, di fatto, permette all'apprendente di entrare in un circolo virtuoso per comprendere anche le ragioni formali di una lingua e quindi la sua struttura.

Scrive Boylan in suo articolo intitolato "Rewriting oneself":
Per imparare a comunicare interculturalmente in una seconda lingua, sono utili le tecniche narrative ispirate al costruttivismo sociale. Il narratore e l'ascoltatore vengono ricollocati in un nuovo mondo di valori esistenziali. Gli studenti creano personaggi coerenti con la cultura che si sta studiando, quelli con cui possono facilmente identificarsi in brevi narrazioni prodotte in proprio, orali o scritte, che possano recitare in situazioni di vita reale. Attraverso il "rewriting themselves" (riscriversi) gli studenti estendono gli orizzonti di comprensione sia di loro stessi che dei loro interlocutori. Questa capacità di de- e ri- centrarsi, basata su una trasformazione autoindotta della coscienza, è essenziale per una comunicazione efficace in situazioni interculturali. Inoltre l'acquisizione di questa competenza facilita l'apprendimento delle caratteristiche più formali e meccaniche della L2.

©
2003, Patrick Boylan. Paper presented at the 4th annual IALIC conference, "The Intercultural Narrative", Lancaster University (Department of European Languages and Cultures), 14-15.12.2003.

Consigliamo la lettura dell'intero articolo (solo in inglese, haimé), che propone attività didattiche da svolgere con classi di studenti principianti, intermedi e avanzati. Per raggiungerlo clicca su www.boylan.it, clicca su "ricerca" e cerca "Rewriting oneself".

Sarebbe interessante incrociare le teorie di questo approccio (che tanto ha ereditato dalla lezione dell'attore e maestro di recitazione K. S. Stanislavskij, basata sull'approfondimento psicologico del personaggio e sulla ricerca di affinità tra il mondo interiore del personaggio e quello dell'attore) e quelle del TLIL, l'insegnamento della lingua attraverso il teratro. Ne uscirebbe senz'altro qualcosa di buono.

10.7.06

PO PO PO PO PO POOOOOO

L'Italia vince i Campionati Mondiali di Calcio e non si può rimanere insensibili alla cosa... eh no! D'altronde la data di ieri, 9 luglio, passa alla storia...
Ieri notte ho rischiato di brutto: imbottigliata nel traffico rientrando a casa, grazie a dei concittadini invasati, ebbri, contenti MA disordinati... ma almeno posso dire che IO C'ERO, e la foto ne è una minima testimonianza.
A me, però, uno dei ricordi più belli lo ha lasciato il Presidente Prodi stasera: ascoltando l'Inno Nazionale, suonato dalla Banda dei Carabinieri, il nostro Primo Ministro accompagna il passaggio dalla prima alla seconda strofa con un vistoso POROPòM POROPòM POROPòM POM POM POM....
Esilarante!!!
Colgo l'occasione, cari colleghi, per suggerirvi
1) un neologismo di stampo sudamericano, dove ci chiamano "tetracampioni"
2) di tenere sotto controllo gli striscioni, che per me rappresentano un patrimonio intanto da scoprire e poi da salvaguardare... ci offrono uno spaccato di lingua viva che raramente osiamo portare in classe, che inoltre rappresenta quanto di più spontaneo, ironico e caratteristico della cultura di un popolo, che davanti alla sfera rotante dimentica ogni male e si infervora dagli Appennini alle Alpi.
Ed infine una chicca, uno striscione magistrale che dedico a tutti quelli che stasera stanno a rosicà: NOI AL CIRCO MASSIMO, VOI MASSIMO... AL CIRCO


Concludo con una foto scattata, proprio come la vedete, a ildueblog, che da tifoso sfegatato festeggia la vittoria degli azzurri.
Con questo mi congedo per una settimanella
ll*



PO PO PO PO PO POOOOOOOOOOOO
PO PO PO PO PO POOOOOOOOOOOO
PO PO PO PO PO POOOOOOOOOOOO


6.7.06

Didattica - L'altra formazione: Elle::Due

Se le Università sono le strutture più qualificate a svolgere il ruolo di formazione di insegnanti di italiano per stranieri, ad uno sguardo poco attento non si capirebbe il successo dei centri privati di formazione, alcuni dei quali riscuotono grandi consensi.
Di fatto il training universitario continua ad essere centrato prevalentemente su aspetti teorici dell'insegnamento e seppur qualcosa è stato fatto negli ultimi anni, ancora non è abbastanza e chi esce da un master universitario il più delle volte ancora non si sente sicuro di entrare in classe semplicemente per il fatto che in classe, "dall'altra parte", c'è stato troppo poco.
Cominciamo quindi oggi la presentazione di strutture non universitarie che offrono corsi di formazione e/o aggiornamento le cui pratiche abbiano sì basi teoriche solide ma che siano principalmente orientate a formare insegnanti in grado di affrontare in modo consapevole e sicuro la classe di lingua.

Elle::Due Language Training Centre è situata a Settignano, vicino Firenze, in una villa del 15° secolo (Villa Morghen), e oltre ai corsi di italiano offre due tipi di interventi per gli insegnanti o aspiranti insegnanti: 1. interventi di formazione professionale secondo l’approccio e i temi
proposti dal centro tesi sia a formare nuovi insegnanti sia ad offrire agli insegnanti in servizio un’opportunità di ripensamento o di ampliamento del proprio modo di insegnare la lingua; 2. Aggiornamento su misura su temi e/o problemi posti dal richiedente, per dare risposte concrete e verificabili sul campo a questioni e problemi che costellano la pratica didattica dell’insegnante di lingua.
Il modello formativo proposto da Elle::Due si basa sulle nozioni di “esperienza” e di “riflessione”.
I partecipanti fanno esperienza di ciò che avviene in una classe di lingua attraverso la riproduzione di situazioni realistiche di apprendimento e insegnamento. Sono quindi costantemente stimolati ad assumere un atteggiamento riflessivo e critico verso le esperienze svolte e l’intera propria professione di insegnante di lingua. Sono curati gli aspetti psicologici e relazionali del contesto di apprendimento in gruppo.
Negli interventi si privilegia una stile attivo. I partecipanti apprendono a svolgere attività didattiche nel ruolo sia di studenti che di insegnanti. Gli elementi teorici sono richiamati per problematizzare i contesti di esperienza. Il lavoro si svolge spesso in coppie o piccoli gruppi. C’è un uso frequente di videoriprese per sottoporre ad analisi e discussione momenti di pratica didattica e comunicazione nella classe.
Per informazioni più dettagliate e contatti vi rimandiamo al sito internet di Elle::Due

Nella prossima puntata: la Dilit -IH di Roma.

1.7.06

Categoria - IIC - Davvero NON CI RESTA CHE PIANGERE...

Sono recentemente usciti due bandi di concorso per titoli per lavorare come insegnanti di italiano, con contratto di formazione di un anno (+ 1), in due Istituti Italiani di Cultura: quello di Marsiglia (scaduto il 15 giugno) e quello di Barcellona (che scadrà il 15 luglio, messaggio di servizio questo!).
Vi propongo, piuttosto perplessa, un confronto tra i due.

Istituto Italiano di Cultura di Marsiglia

Bando Pubblicato su Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana 4a Serie Speciale anno 147 n. 41 del 30 Maggio 2006

ISTITUTO ITALIANO DI CULTURA DI MARSIGLIA

CONCORSO (Scadenza il 15-06-2006) - Avviso di selezione per il reclutamento di un laureato
in lettere o lingue e letterature straniere

L'Istituto italiano di cultura di Marsiglia, ai sensi del comma 3, art. 1, legge 3 agosto 1998, n. 296, indice una selezione per il reclutamento di un laureato in lettere o lingue e letterature straniere da destinare ai corsi di lingua italiana organizzati da questo Istituto italiano di cultura in Marsiglia.
1)Numero degli incarichi disponibili: uno.
2)Requisiti per la presentazione della domanda: a) possesso della laurea italiana in lettere o lingue e letterature straniere con votazione non inferiore a 110/110; b) essere di madrelingua italiana;c) buona conoscenza di una delle principali lingue straniere da documentare con apposita certificazione rilasciata da universita', istituto o enti autorizzati al rilascio di certificazioni linguistiche.
3) Titoli preferenziali (da documentare con apposita certificazione): a) aver prestato servizio come insegnante di italiano come lingua seconda; b) dottorato di ricerca in linguistica, glottologia o glottodidattica; c) frequenza di corsi di formazione, specializzazione o perfezionamento in didattica dell'italiano come lingua straniera o lingua seconda; d) aver svolto attivita' di ricerca in materie letterarie press istituti, dipartimenti universitari, centri di studio, biblioteche ed archivi; e) aver avviato le pratiche di omologazione del titolo di studio universitario in Francia.
4) Modalita' di selezione: i titoli saranno valutati da una apposita commissione nominata dal capo della rappresentanza diplomatica.
5) La commissione stabilira' una graduatoria provvisoria per i primi venti candidati e provvedera' a convocare i primi dieci per sottoporla ad un colloquio attitudinale al fine di stilare una graduatoria definitiva nell'ambito della quale il primo candidato in seguito sara' comunque assunto con un contratto secondo le norme della legge locale.
6) Durata del contratto: il contratto avra' la durata di un anno scolastico e con un periodo di prova iniziale di tre mesi e verra' registrato secondo le norme della legislazione francese vigente. In nessun caso si configurera' un rapporto di dipendenza con il Ministero degli affari esteri italiano.
7) Retribuzione mensile lorda: euro 1.650,00 (a detta retribuzione verranno applicate le trattenute previdenziali, assistenziali e assicurative e IRPEF stabilite dalla legge locale), oltre all'abbonamento alla locale rete di trasporti di Marsiglia.
8) Sede di lavoro: Marsiglia.
9) Le domande, corredate dal curriculum vitae et studiorum, dovranno pervenire esclusivamente per raccomandata a: Istituto italiano di cultura, 6 rue Fernand Pauriol, 13005 - Marsiglia, entro e non oltre il 15 giugno 2006, specificando sulla busta «Avviso selezione n. 296/98».
Istituto Italiano di Cultura di Barcellona

AVVISO DI SELEZIONE PER IL RECLUTAMENTO DI LAUREATI IN LETTERE O LINGUE E LETTERATURE STRANIERE

L’Istituto Italiano di Cultura di Barcellona, ai sensi della Legge n°296 del 3 agosto 1998, e successive modificazioni e integrazioni, indice una selezione per il reclutamento di n°5 (cinque) Laureati in Lettere o Lingue e Letterature Straniere da destinare ai corsi di Lingua e Cultura Italiane organizzati da questo stesso Istituto Italiano di Cultura in Barcellona.
1) I posti disponibili, fino a un massimo di cinque, verranno assegnati in base al numero degli iscritti ai corsi di lingua;
2) Requisiti per la presentazione della domanda: a) possesso della laurea in Lettere o Lingue e Letterature Straniere (da documentare allegando il certificato di laurea con gli esami sostenuti) con votazione non inferiore a110/110, conseguita, al momento dell’assunzione, negli ultimi quattro anni accademici (a partire dal mese di settembre 2002); b) buona conoscenza di almeno una delle principali lingue europee da documentare con apposita certificazione rilasciata daUniversità, Istituti o Enti autorizzati al rilascio di certificazioni linguistiche.
3) Saranno considerati titoli preferenziali: a) l’aver conseguito un dottorato di ricerca post-laurea in linguistica e glottodidattica; b) l’aver svolto attività di ricerca in materie letterarie presso Dipartimenti Universitari, Istituti, Centri di Studi, Biblioteche ed Archivi di Stato; c) l’aver prestato servizio come insegnante di italiano come lingua seconda presso Dipartimenti Universitari, Istituti, Centri di Studi, Biblioteche e scuole; d) una buona conoscenza dello spagnolo da documentare con apposita certificazione rilasciata da Università, Istituti o Enti autorizzati al rilascio di certificazioni linguistiche; e) una buona conoscenza del catalano da documentare con apposita certificazione rilasciata da Università, Istituti o Enti autorizzati al rilascio di certificazioni linguistiche. f) l’aver svolto un tirocinio presso istituzioni del Ministero degli Affari Esteri all’estero o in Italia. Tali titoli e/o esperienze professionali dovranno essere documentati con apposita certificazione
4) Modalità di selezione: i titoli saranno valutati da una commissione appositamente nominata dal Capo della rappresentanza diplomatica consolare.
5) La Commissione stabilirà una graduatoria provvisoria dei candidati che risulteranno idonei. I primi cinque saranno assunti con un contratto di formazione ai sensi della legge locale per un periodo di un anno rinnovabile una sola volta. È previsto un periodo di prova di 3 (tre) mesi.
6) Durata del contratto: il contratto avrà la durata di un anno. Esso potrà essere eventualmente rinnovato una sola volta per un secondo anno a discrezione dell’Istituto, tenuto conto delle sue esigenze, nonché delle pregresse prestazioni professionali. In nessun caso si potrà configurare un rapporto di dipendenza con il Ministero degli Affari Esteri Italiano.
7) Sede di lavoro: Barcellona.
8) Le domande, corredate dal curriculum vitae, dovranno pervenire all’Istituto Italiano di Cultura, Ptge. Méndez Vigo, 5 ‘ 08009 BARCELONA entro e non oltre il 15 luglio 2006. A tal fine farà’ fede la data del timbro postale.
La domanda e il curriculum potranno essere anticipati anche per via fax al N: 0034 93 4870517 o per posta elettronica all’indirizzo e-mail: archivio.iicbarcellona@esteri.it (gli interessati in entrambi i casi potranno chiedere e ottenere per e-mail la conferma dell’avvenuto ricevimento e protocollo nell’Archivio dell’Istituto Italiano di Cultura di Barcellona).

Entrambi i bandi riportano praticamente le stesse informazioni.
Mi fanno riflettere i titoli preferenziali considerati come tali (punto 3), che nel bando di Marsiglia riguardano soprattutto l'esperienza e poi gli studi inerenti la linguistica e la glottodidattica. L'esatto contrario avviene nel Bando di Barcellona, che colloca al primo posto il conseguimento di un Dottorato. La cosa mi lascia piuttosto perplessa, perché aver conseguito un Dottorato entro i 4 anni dalla Laurea mi sembra quasi da Guinness!
C'è comunque una cosa che mi fa saltare i nervi in entrambi i bandi. Per quanto riguarda l'Istituto di Marsiglia, mi chiedo perché non sia inicato anche l'importo netto, ma quello che veramente mi indigna è, nel Bando di Barcellona, la totale assenza di una indicazione circa lo stipendio che si percepirà. Sapere quanto si andrà a guadagnare è un diritto. Ma il punto 7), che nel Bando di Marsiglia lo riporta, in quello di Barcellona non segnala più lo stipendio, ma la sede di lavoro (non sia mai ci sia un altro Istituto in provincia di Barcellona!). Beh, che dire? Ottima trovata! L'ostacolo è stato evitato magistralmente, ma per quale motivo? Eppure la legge, a cui i Bandi devono far riferimento, fornisce delle indicazioni piuttosto chiare, (che l'IIC di Marsiglia osserva, almeno questo ricononosciamoglielo), ma che non riferisco (ehi voi! aspiranti professori con contratto di formazione: svegliatevi!).

Ad alcuni candidati che ho sentito, che hanno inviato la documentazione anche per l'IIC di Marsiglia e che tenteranno anche a Barcellona, il fatto non è sfuggito e la solita conclusione, ma dai!, è che sicuramente l'importo sarà inferiore, ma di quanto però?
Tutto questo non è giusto, è una vergogna, soprattutto perché nessuno se ne lamenterà, nessuno griderà allo scandalo e perché, alla fine, è sempre comunque meglio venire assunti... ed in un certo senso... ma chi vi biasima! Però ragazzi svegliamoci o continueranno a metterci la testa sotto i piedi e avranno anche l'autorizzazione a calpestarla, proprio come avrebbero permesso a Savonarola, Mario e Saverio in Non ci resta che piangere...

P.S. Ma perché mai dover far sbattere i nostri studenti sull'uso e differenza delle preposizioni IN (con il paese) ed A (con le città), se poi in un documento ufficiale tutti nostri sforzi vengono annientati? Citando dal Bando: "corsi di Lingua e Cultura Italiane organizzati da questo stesso Istituto Italiano di Cultura in Barcellona". Ma di quale varietà di lingua italiana si sta parlando???

 

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